Sito web per agriturismo e B&B: camere, prezzi stagionali e prenotazioni dirette
Cosa deve avere il sito di un agriturismo o di un B&B: camere e prezzi stagionali, prenotazioni dirette e quanto fanno risparmiare in commissioni, il CIN, il menu con i prodotti dell’azienda e la vendita online dei prodotti.
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Il sito di un agriturismo o di un B&B deve rispondere alle domande che gli ospiti fanno prima di prenotare: come sono le camere, quanto costa il soggiorno nelle loro date, dove si trova esattamente la struttura e come arrivarci, cosa si mangia e come si prenota. Booking.com e Airbnb portano nuovi ospiti, ma trattengono una commissione su ogni soggiorno. Il tuo sito permette agli ospiti che tornano, ai gruppi e a chi ti trova su Instagram o su Google di prenotare direttamente, senza la commissione della piattaforma. Le prenotazioni dirette hanno costi propri, come il software di prenotazione e le commissioni sulle carte, quindi confrontali con quanto paghi oggi. In più, l’ospite resta in contatto con te, non con la piattaforma.
Gli ospiti stranieri contano molto. Secondo l’ISTAT, nel 2024 le aziende agrituristiche erano 26.360, l’81,4% con alloggio, e gli agrituristi 4,7 milioni, per il 54,8% stranieri.
Norme, tariffe delle piattaforme e indicazioni di Google sono state verificate sulle fonti ufficiali il 27 ottobre 2026. Le condizioni cambiano: controllale prima di decidere.
Le pagine che servono
Una struttura piccola non ha bisogno di molte pagine, ma ognuna deve rispondere a una domanda precisa.
| Pagina | Cosa contiene | La domanda a cui risponde |
|---|---|---|
| Home | Foto vere della struttura, cosa la distingue, il pulsante per prenotare e i contatti. | “È il posto che cerchiamo?” |
| Camere | Una pagina per ogni tipo di camera, con foto, letti, capienza, bagno e prezzo “a partire da”. | “Dove dormiremo?” |
| Prezzi e prenotazione | Il calendario, le stagioni, cosa è incluso e le regole di cancellazione. | “Quanto costa nelle nostre date e come prenotiamo?” |
| Ristorante | Il menu, gli orari, se accogli anche chi non soggiorna e le prenotazioni per gruppi. | “Cosa mangiamo e quando?” |
| Prodotti dell’azienda | Cosa produci, in quale stagione, come si ordina e come si ritira. | “Possiamo portarli a casa o ordinarli dopo?” |
| Attività | Passeggiate, escursioni, lavori in fattoria e corsi di cucina, con durata e prezzo. | “Cosa facciamo durante il giorno?” |
| Come arrivare | Mappa, condizioni della strada, parcheggio, transfer e distanza dal paese, dalla stazione o dall’aeroporto. | “Ci arriviamo con la nostra auto?” |
| Contatti | Telefono con +39, WhatsApp, email e orari in cui rispondi. | “Come ti scriviamo prima di prenotare?” |
Se hai molti ospiti stranieri, queste pagine servono anche nella loro lingua. Quali tradurre prima, lo spieghiamo nella guida al sito in più lingue.
Camere e prezzi stagionali
L’ospite sceglie la camera dalle foto e decide in base al prezzo per le sue date. Per ogni camera indica:
- quante persone ospita e com’è il letto: matrimoniale, singolo o un letto aggiuntivo per bambini;
- bagno privato o condiviso, riscaldamento, aria condizionata, vista, piano e scale;
- cosa è incluso nel prezzo: colazione, cena, parcheggio, biancheria;
- foto vere della camera, del bagno e della vista dalla finestra. Come scattarle con lo smartphone e prepararle per il sito, lo spieghiamo nella guida alle foto.
I prezzi stagionali
Non pubblicare i prezzi come immagine o come PDF che nessuno aggiorna. Definisci le stagioni con le date, ad esempio alta stagione dal 1° luglio al 31 agosto, il prezzo per camera a notte in ogni stagione, il soggiorno minimo in alta stagione e il prezzo del letto aggiuntivo o per i bambini. Se usi un software di prenotazione, tieni prezzi e disponibilità solo lì e lascia che il sito li mostri: così non avrai due listini diversi.
Indica anche se il prezzo comprende l’imposta di soggiorno. Secondo l’articolo 4 del D.Lgs. 23/2011, possono applicarla i comuni capoluogo di provincia, le unioni di comuni e i comuni turistici o città d’arte, per notte di soggiorno e di norma fino a 5 euro; il gestore della struttura è responsabile del pagamento e presenta la dichiarazione entro il 30 giugno dell’anno successivo.
Prenotazioni dirette: quanto fanno risparmiare e quanto costano
Le piattaforme trattengono una parte di ogni prenotazione. Booking.com addebita la commissione a soggiorno concluso, e le strutture del programma Preferred pagano una commissione più alta in cambio di più visibilità. Secondo le condizioni generali di Booking, la percentuale è fissata nel contratto con la struttura e la commissione si paga anche su cancellazioni e no-show addebitati (punto 2.3). Airbnb sta portando tutti gli host a una tariffa di servizio unica, di norma del 15,5%, a carico dell’host (annuncio di Airbnb).
Le prenotazioni dirette non hanno questa commissione, ma hanno costi propri: l’abbonamento al software di prenotazione, la commissione sulla carta per ogni pagamento e il tempo per rispondere ai messaggi. Ci sono tre modi per organizzarle; gli ultimi due si chiamano anche booking engine e channel manager.
| Soluzione | Come funziona | Quando conviene | Cosa verificare |
|---|---|---|---|
| Modulo o WhatsApp | L’ospite manda le date; tu confermi disponibilità e prezzo. | Poche camere e poche prenotazioni dirette. | Rispondere in giornata e chiudere le date anche sulle piattaforme. |
| Booking engine | Un calendario con disponibilità e prezzi; l’ospite prenota da solo. | Quando le prenotazioni dirette crescono. | Le lingue della pagina di prenotazione, i pagamenti e il costo. |
| Channel manager | Sincronizza calendario e prezzi con Booking, Airbnb e il sito. | Quando sei su più piattaforme. | I collegamenti con le piattaforme e con Google, e il costo per camera o per struttura. |
In Italia i pagamenti online sono semplici da attivare: Stripe opera nel paese (paesi supportati) e molti booking engine lo integrano. Octorate, ad esempio, elenca Stripe, PayPal, Nexi, SysPay o il bonifico, la sincronizzazione con Booking.com, Airbnb ed Expedia e la pubblicazione delle tariffe su Google. Prima di scegliere, prova la pagina di prenotazione come se fossi un ospite, in italiano e nelle lingue dei tuoi ospiti, e chiedi quanto costa ogni transazione. Le tariffe pubblicate dei principali fornitori sono nella guida ai pagamenti con carta.
Dopo ogni prenotazione diretta, chiudi le date anche sulle piattaforme. Senza un channel manager lo fai a mano, e una dimenticanza porta all’overbooking: secondo le condizioni di Booking, in caso di overbooking la commissione è dovuta comunque.
Booking e il prezzo sul tuo sito
In Italia puoi offrire sul tuo sito un prezzo migliore che su Booking. Dal 14 novembre 2024 Booking.com, designata gatekeeper dalla Commissione europea in base al Digital Markets Act, deve permettere alle strutture di fissare liberamente prezzi e condizioni anche sul proprio canale di vendita diretta; secondo la scheda della Commissione del 28 settembre 2026, questo vale per tutte le strutture dello Spazio economico europeo. Le condizioni generali di Booking lo confermano: le clausole di parità non si applicano alle strutture situate nei paesi senza parità, tra cui quelli del SEE.
Secondo la stessa scheda, Booking non usa i prezzi offerti fuori dalla piattaforma per il posizionamento predefinito delle strutture. Puoi quindi premiare chi prenota direttamente con un prezzo più basso, la colazione inclusa o un late check-out. Controlla comunque il contratto con ogni altra piattaforma che usi.
Google: il profilo e i link di prenotazione gratuiti
- Profilo dell’attività su Google: foto, orari del ristorante, telefono e collegamento al sito. Come completarlo, lo spieghiamo nella guida al Profilo dell’attività su Google; per le recensioni, leggi come ottenere più recensioni.
- Link di prenotazione gratuiti: Google può mostrare la tua pagina di prenotazione nelle ricerche di hotel, accanto alle piattaforme, e non applica costi ai clic su questi link. Il collegamento passa dal booking engine o dal channel manager, se è partner di Google: nell’elenco dei partner ci sono, ad esempio, Octorate, Beds24, Cloudbeds e HotelRunner. Le pagine di Google non indicano i paesi ammessi: chiedi al fornitore se il servizio è attivo per la tua struttura.
- Il badge “Sito ufficiale”: Google lo mostra accanto al link della struttura o del suo fornitore, ma non per le agenzie online come Booking. Così l’ospite riconosce il tuo sito nei risultati.
- Nome e dati: usa lo stesso nome, indirizzo e telefono sul sito, su Google e sulle piattaforme.
Il menu con i prodotti dell’azienda
Per molti agriturismi, il ristorante è il motivo del viaggio. Pubblica il menu come testo sul sito, non come foto del menu cartaceo:
- i nomi dei piatti, con una breve spiegazione nelle lingue dei tuoi ospiti;
- cosa viene dalla tua azienda e cosa dal territorio: formaggi, salumi, verdure, olio, vino;
- il menu stagionale, con la data dell’ultimo aggiornamento;
- gli orari, se accogli anche chi non soggiorna e come si prenota un tavolo per gruppi o feste;
- gli allergeni di ogni piatto, o l’indicazione di chiedere al personale.
La legge sull’agriturismo (L. 96/2006, articolo 2) prevede pasti e bevande costituiti prevalentemente da prodotti propri: il menu è il posto giusto per mostrarlo, indicando accanto ai piatti cosa produci tu.
Sugli allergeni la regola è precisa. Secondo l’articolo 19 del D.Lgs. 231/2017, chi somministra alimenti deve indicare gli allergeni prima di servirli: sul menu, su un registro, su un cartello o con un sistema equivalente anche digitale, oppure con un avviso che rimanda al personale e una documentazione scritta facilmente reperibile. Il menu sul sito può riportarli, ma non sostituisce l’informazione in sala. Omettere le indicazioni sugli allergeni costa da 3.000 a 24.000 euro (articolo 23).
La vendita dei prodotti
Il formaggio, il miele, l’olio o le confetture che gli ospiti assaggiano a tavola spesso li vogliono portare a casa o riordinare. Il sito può farlo in tre passi:
- Un catalogo semplice: prodotti con foto, formato e prezzo, ordine su WhatsApp e ritiro in azienda.
- Ordini con pagamento anticipato: lo stesso elenco, con un link di pagamento per gli ordini da fuori zona.
- Un negozio online: quando prodotti e ordini crescono, con magazzino, spedizioni e pagamento sul sito. Leggi come aprire un negozio online.
Per vendere online i prodotti provenienti in prevalenza dalla tua azienda, l’articolo 4 del D.Lgs. 228/2001 chiede all’imprenditore agricolo una comunicazione al comune in cui ha sede l’azienda, che indichi anche il commercio elettronico; la vendita online può iniziare insieme all’invio della comunicazione. Per gli alimenti venduti a distanza, il regolamento (UE) 1169/2011 chiede che le informazioni obbligatorie siano disponibili prima della conclusione dell’acquisto e al momento della consegna (articolo 14).
Gli obblighi da mostrare sul sito
- Il CIN. L’articolo 13-ter del DL 145/2023 chiede di esporre il codice identificativo nazionale all’esterno della struttura e di indicarlo “in ogni annuncio ovunque pubblicato e comunicato”. Vale per le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere e per le unità a uso turistico; la Regione Veneto, ad esempio, lo indica come obbligatorio per tutti gli agriturismi che offrono ospitalità. Il sito della struttura non è citato espressamente, ma la formula è ampia: mostra il CIN anche sul sito, ad esempio nel piè di pagina e nelle pagine delle camere. Per la mancata esposizione e indicazione sono previste sanzioni da 500 a 5.000 euro, salvo diversa disciplina regionale.
- La parola “agriturismo”. L’uso della denominazione “agriturismo” e dei termini derivati è riservato alle aziende agricole che esercitano l’attività agrituristica secondo la legge (L. 96/2006, articolo 9). Criteri, limiti e obblighi li fissano le Regioni (articolo 4).
- Le regole regionali. Molte regole su B&B e agriturismi sono regionali: controlla quelle della tua Regione prima di scrivere sul sito categoria, servizi e numero di posti.
Questa sezione non è una consulenza legale: per il tuo caso, rivolgiti alla tua associazione di categoria o a un consulente.
Esempio illustrativo: un agriturismo con sei camere
Un agriturismo in Umbria ha sei camere, un ristorante con 40 coperti e produce olio, formaggi e vino. La maggior parte delle prenotazioni arriva da Booking e Airbnb, mentre gli ospiti che tornano e i gruppi scrivono su WhatsApp. Il titolare mette sul sito le camere, ognuna con la sua pagina e foto vere, i prezzi per tre stagioni, il percorso dal paese con la mappa e il menu con i prodotti dell’azienda e gli allergeni.
Le prenotazioni dirette arrivano da un booking engine collegato a un channel manager, che chiude le date sulle piattaforme appena qualcuno prenota. Sul sito offre la colazione inclusa a chi prenota direttamente e mostra il CIN nel piè di pagina e in ogni camera. I prodotti sono in un piccolo negozio online, comunicato al comune. A fine stagione confronta quante notti sono arrivate direttamente e quanta commissione ha risparmiato.
Checklist
- Ogni tipo di camera ha la sua pagina, con foto vere, capienza e cosa è incluso?
- I prezzi stagionali sono testo sul sito, con le date delle stagioni e il soggiorno minimo?
- Il sito dice se il prezzo comprende l’imposta di soggiorno?
- Il CIN compare sul sito e in ogni annuncio?
- Il booking engine chiude le date sulle piattaforme e accetta i pagamenti che ti servono?
- Il menu è testo, con i prodotti propri, gli allergeni e gli orari?
- Usi la parola “agriturismo” solo se l’azienda è autorizzata?
- Il sito mostra percorso, parcheggio e telefono con +39?
- Il Profilo dell’attività su Google porta al sito e alla prenotazione diretta?
Domande frequenti
Mi serve un sito se sono già su Booking e Airbnb?
Le piattaforme portano nuovi ospiti. Il sito ti permette di ricevere senza commissione le prenotazioni di chi ti conosce già, di mostrare ristorante e prodotti e di non dipendere da una sola piattaforma.
Posso fare prezzi più bassi sul mio sito che su Booking?
In Italia sì: dal 14 novembre 2024 Booking non può impedire alle strutture del SEE di offrire prezzi o condizioni diverse sul proprio sito. Verifica comunque il contratto con le altre piattaforme.
Quanto costano le prenotazioni dirette?
Booking engine e channel manager si pagano di solito in abbonamento, per camera o per struttura, e i pagamenti con carta hanno le commissioni del fornitore. Confrontali con la commissione che paghi oggi per le stesse notti.
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