Come aprire un negozio online in Italia: dai prodotti al primo ordine
Prodotti, adempimenti, pagamenti, diritti dei consumatori e spedizioni da preparare prima di costruire il negozio, compresi il pulsante di recesso obbligatorio dal 2026 e Instagram. Con un esempio e le prove per il primo ordine.
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Per aprire un negozio online in Italia devi stabilire cosa vendi, come paga il cliente e come gli arriva l’ordine, e sistemare gli adempimenti che la legge richiede a chi vende a distanza. Solo dopo si scelgono la piattaforma e il design. Un sito può sembrare finito mentre l’azienda non ha ancora deciso chi conferma la disponibilità o cosa succede quando un pacco torna indietro. Questa guida ti aiuta a prendere queste decisioni prima dello sviluppo.
Lo spazio per crescere c’è: secondo Eurostat, nel 2025 il 56,2% delle persone tra 16 e 74 anni in Italia ha acquistato online negli ultimi dodici mesi, contro una media UE del 73,6%. Norme e fonti sono state verificate il 15 ottobre 2026; questa guida non sostituisce il parere del commercialista.
1. Scegli tra catalogo e negozio con ordini
Se ogni prodotto richiede misure, personalizzazione o un preventivo specifico, può bastarti un catalogo con un modulo di richiesta. Se i prodotti hanno prezzi e varianti definiti, il carrello e il pagamento online semplificano l’acquisto. Scrivi prima i passi che fa il cliente e il lavoro che fa il tuo team dopo ogni richiesta.
Un catalogo di mobili su misura ha esigenze diverse da un negozio di accessori pronti per la spedizione. La scelta non dipende solo dal numero di prodotti, ma anche da come vendi e da quanto spesso cambiano prezzi e disponibilità.
2. Prepara un elenco prodotti utilizzabile
Prima di caricare centinaia di prodotti, preparane alcuni rappresentativi: un prodotto semplice, uno con varianti e uno esaurito. Usali per provare la struttura. Per ciascuno annota:
- Nome e codice: un nome che il cliente capisce e un codice univoco per la gestione.
- Categoria e varianti: taglia, colore, materiale o modello, con giacenze separate quando serve.
- Prezzo: quello che vedrà il cliente, IVA compresa, e quali spese compaiono a parte.
- Foto e descrizione: il prodotto reale, le misure, il contenuto della confezione e i limiti d’uso. Come fare le foto con lo smartphone, lo spieghiamo nella guida alle foto dei prodotti.
- Dati per la spedizione: peso, dimensioni dell’imballo e zone in cui puoi spedire.
Se vendi anche in un negozio fisico, stabilisci da dove arrivano i dati di magazzino. Quando lo stesso articolo si vende in entrambi i posti, chi aggiorna la quantità, e quando? Decidi anche se i prodotti esauriti restano visibili a scopo informativo o si possono preordinare, indicando i tempi di consegna.
3. Gli adempimenti prima di aprire
- Partita IVA e codice ATECO. Con la classificazione ATECO 2025, in uso dal 1° aprile 2025, il canale di vendita non è più il criterio guida e non esistono codici dedicati al commercio via internet: il codice si sceglie in base ai prodotti venduti. Molte guide citano ancora il vecchio codice per l’e-commerce, quindi verifica con il commercialista. Nota metodologica ISTAT.
- SCIA al SUAP. La vendita al dettaglio per corrispondenza, televisione o altri sistemi di comunicazione, compreso internet, è soggetta a segnalazione certificata di inizio attività allo sportello unico del Comune in cui avvii l’attività (articolo 68 del decreto legislativo 59/2010). Se vendi già in un negozio fisico, chiedi al SUAP se serve un titolo aggiuntivo. Per gli alimenti servono requisiti professionali e una notifica sanitaria.
- Le informazioni sul sito. Il decreto legislativo 70/2003 chiede di rendere accessibili in modo diretto e permanente, tra l’altro, nome o ragione sociale, sede, contatti compresa l’email, numero REA e partita IVA. Di solito si mettono nel piè di pagina e nella pagina delle condizioni di vendita.
- Privacy e cookie. Servono un’informativa che descriva i dati che raccogli con ordini, account e newsletter, e un banner che blocchi i cookie non tecnici fino al consenso. Lo spieghiamo nella guida alle landing page.
4. Verifica i metodi di pagamento per la tua attività
Carta, PayPal, Satispay, bonifico e contrassegno hanno processi diversi. Per il contrassegno, concorda con il corriere l’incasso e il versamento degli importi. Per il bonifico, stabilisci per quanto tempo l’ordine resta in attesa e come si conferma il pagamento.
Per le carte, chiedi al fornitore la conferma che il servizio supporti la tua attività e la piattaforma scelta, e confronta le tariffe pubblicate con il preventivo della tua banca. Le opzioni e i costi sono nella nostra guida ai pagamenti con carta.
- Quali valute e metodi di pagamento sono supportati?
- Quali sono i costi di attivazione, transazione e rimborso?
- Quando arrivano i fondi sul conto aziendale?
- Come si provano i pagamenti riusciti, rifiutati e annullati?
- Chi aiuta quando lo stato del pagamento e quello dell’ordine non coincidono?
Non segnare un ordine come pagato solo perché il cliente è arrivato alla pagina di ringraziamento. Chiedi allo sviluppatore di verificare la conferma del sistema di pagamento. Per fatture e corrispettivi, concorda il processo con il commercialista prima dell’apertura.
5. Recesso, garanzia, prezzi e spedizioni
Il Codice del consumo stabilisce regole precise per chi vende online ai consumatori. Le principali:
- Recesso entro 14 giorni. Il consumatore può recedere da un contratto a distanza entro quattordici giorni, senza dare motivazioni. Se non lo informi del diritto di recesso, il periodo si allunga di dodici mesi.
- Il pulsante di recesso. Dal 19 giugno 2026, per i contratti conclusi tramite un’interfaccia online, devi permettere il recesso anche con una funzione dedicata: un pulsante con la dicitura “recedere dal contratto qui” e un passaggio di conferma “conferma recesso” (articolo 54-bis).
- Garanzia legale di due anni. Il venditore risponde dei difetti di conformità che si manifestano entro due anni dalla consegna. Dal 27 settembre 2026, tra le informazioni precontrattuali c’è un promemoria della garanzia legale con l’avviso armonizzato europeo.
- Prezzo totale. Il cliente deve vedere il prezzo comprensivo delle imposte e le spese di spedizione prima di confermare. Quando annunci uno sconto, il prezzo precedente è il prezzo più basso applicato nei trenta giorni prima della riduzione.
- Niente più collegamento all’ODR. La piattaforma europea per la risoluzione online delle controversie ha chiuso: il regolamento (UE) 2024/3228 ha abrogato il vecchio regolamento dal 20 luglio 2025. Se aderisci a un organismo di risoluzione alternativa delle controversie, indicalo sul sito.
Per le spedizioni, definisci le zone coperte, le tariffe e i tempi che puoi rispettare, e tratta a parte le spedizioni all’estero. Prevedi ordini con più pacchi, indirizzi incompleti, clienti che non rispondono e pacchi che tornano indietro. Adatta condizioni di vendita e informativa al tuo modo di lavorare: i testi copiati da un altro negozio possono promettere servizi che non offri. Questa sezione non è una consulenza legale.
6. Esempio: un piccolo negozio di accessori
Esempio illustrativo, non il caso reale di un cliente: un’attività ha 30 prodotti, alcuni in due colori. Riceve ordini anche su Instagram e spedisce in tutta Italia.
- Per ogni combinazione di prodotto e colore, il team annota codice e quantità.
- Una persona registra nello stesso magazzino anche le vendite arrivate da Instagram.
- Il negozio mostra solo le zone e i metodi di pagamento confermati con i fornitori.
- Ogni ordine passa per stati chiari: in attesa, confermato, spedito, completato o annullato.
- Il pulsante di recesso porta a un breve modulo e alla conferma, e il team sa chi gestisce il reso.
- Il team prova cosa succede quando due clienti vogliono l’ultimo articolo e quando un ordine viene annullato.
Per lo sviluppo, questo elenco è più utile della richiesta “voglio un negozio come questo”. Lo stesso aspetto può nascondere processi completamente diversi.
7. Aiuta clienti e Google a trovare i prodotti
Organizza i prodotti in categorie comprensibili e crea collegamenti dal menu alle categorie e dalle categorie ai prodotti. Google consiglia collegamenti diretti ai prodotti: una casella di ricerca da sola non basta per farli scoprire.
Scrivi descrizioni che aiutino a scegliere: misure, compatibilità, materiale e contenuto della confezione. Chiedi che i dati strutturati del prodotto corrispondano al prezzo e alla disponibilità visibili, secondo le indicazioni di Google per i prodotti; non garantiscono un aspetto particolare nei risultati. In Italia puoi anche mostrare i prodotti gratuitamente su Google tramite Merchant Center, se rispetti i suoi requisiti.
8. Collega Instagram al negozio
In Italia i negozi su Facebook e Instagram e i tag dei prodotti nei post sono disponibili in versione beta aperta, secondo l’elenco dei paesi supportati da Meta, se l’attività rispetta i requisiti commerciali di Meta. Da settembre 2025 i negozi su Facebook e Instagram usano il checkout del tuo sito: il cliente vede il prodotto su Instagram e completa l’acquisto nel negozio online. Il negozio resta quindi la base, con catalogo, magazzino, pagamenti e ordini.
- Collegamenti nel profilo. Instagram consente fino a cinque link nel profilo: metti il negozio e, per un’offerta o una nuova collezione, la pagina della categoria.
- Collegamento al prodotto nei messaggi. Quando qualcuno chiede di un prodotto, mandagli la sua pagina: vede da solo prezzo, varianti e disponibilità e completa l’ordine.
- Un solo magazzino. Registra nel pannello del negozio anche gli ordini arrivati via messaggio, così l’ultimo articolo non viene venduto due volte.
- Misura da dove arrivano gli ordini. Aggiungi i parametri UTM ai collegamenti di Instagram, secondo le indicazioni di Google Analytics.
9. Fai un ordine di prova dall’inizio alla fine
Prova su telefono e computer, partendo dall’ambiente di prova del fornitore dei pagamenti. Per la prova finale in produzione, concorda la transazione e il suo annullamento o rimborso con il responsabile.
- Variante, quantità, prezzo, spedizione e totale sono corretti.
- Un pagamento rifiutato non segna l’ordine come pagato.
- Aggiornare la pagina o premere due volte non crea ordini o addebiti doppi.
- Il cliente riceve la conferma e il team trova l’ordine nel pannello.
- Le giacenze si aggiornano come previsto, anche dopo un annullamento.
- Un indirizzo fuori dalle zone servite non viene accettato come spedizione normale.
- Il pulsante di recesso funziona e la richiesta arriva a chi la gestisce.
- Annullamento, reso e rimborso si possono seguire fino alla fine.
Dopo l’apertura, stabilisci chi controlla ordini ed errori. Usa la nostra guida alla manutenzione del sito e controlla gli errori più comuni nei siti aziendali.
Cosa inviare per un preventivo utile
Il numero di prodotti e varianti, qualche riga dell’elenco prodotti, i mercati in cui vendi, le lingue, i pagamenti che vuoi offrire e come gestisci il magazzino. Aggiungi i sistemi esistenti da collegare e separa le funzioni indispensabili da quelle che possono aspettare. Per il budget, leggi come confrontare i preventivi per un sito.
Domande frequenti
Posso partire con il contrassegno?
Sì, se il servizio è concordato con il corriere e lo spieghi chiaramente sul sito. Prevedi la conferma dell’ordine, i pacchi rifiutati e la riconciliazione degli importi incassati.
Basta Instagram per vendere?
Può servire a ricevere richieste, ma ordini e magazzino vanno comunque gestiti, e anche i negozi su Instagram completano l’acquisto sul tuo sito. Il negozio online diventa utile quando il cliente deve trovare da solo varianti, disponibilità e modalità d’ordine.
Quale piattaforma scegliere?
Confronta pagamenti supportati, gestione dei prodotti, collegamento al magazzino, esportazione dei dati e costi ricorrenti. Chiedi una dimostrazione con i tuoi prodotti prima di decidere.
Scopri il nostro servizio per negozi online o mandaci il progetto del negozio per capire cosa serve nella prima versione.