Per accettare pagamenti con carta in un negozio online in Italia ti servono un fornitore di servizi di pagamento, cioè un gateway che gestisce il pagamento con carta e accredita gli incassi sul tuo conto, e un collegamento tra quel servizio e il negozio. In Italia operano sia fornitori internazionali sia operatori bancari, e molti pubblicano le loro tariffe. Puoi offrire la carta insieme ad altri metodi, come PayPal, Satispay, il bonifico o il contrassegno.

Le informazioni sui fornitori sono state verificate sulle loro pagine il 15 ottobre 2026. Le condizioni cambiano: confermale con il fornitore prima di decidere.

Le opzioni in sintesi

MetodoCome funzionaCosa verificare
Gateway di pagamentoIl fornitore gestisce il pagamento con carta e accredita l’importo sul conto dell’azienda.Tariffe, tempi di accredito, carte accettate e plugin per la tua piattaforma.
Gateway della bancaIl servizio e-commerce di un operatore bancario, spesso legato al conto aziendale.Contratto, canone, commissioni e integrazione con il negozio.
PayPalIl cliente paga con il suo conto PayPal.Commissioni e tempi per trasferire gli incassi sul conto.
SatispayIl cliente paga dall’app, collegata al suo conto.Commissioni per l’e-commerce e plugin disponibili.
Pagamento a rateIl cliente paga in più rate, il negozio riceve subito l’importo.Commissioni, spesso non pubblicate, e importi minimi.
ContrassegnoIl corriere incassa alla consegna e versa l’importo all’azienda.Costo del servizio, tempi di versamento e pacchi rifiutati.
BonificoIl cliente paga prima della spedizione.Quanto resta in sospeso l’ordine e chi conferma il pagamento.

1. Le tariffe pubblicate

Alcuni fornitori pubblicano le tariffe per i negozi online. Esempi dalle loro pagine, al 15 ottobre 2026:

  • Stripe: 1,5% + 0,25 € per le carte standard dello Spazio economico europeo. Pagina delle tariffe.
  • SumUp: per i pagamenti online, una commissione del 2,50% per transazione, senza costi di attivazione né canoni mensili. Pagamenti online.
  • PayPal: per le transazioni commerciali, 3,40% più una tariffa fissa, che per l’euro è di 0,35 €. Tariffe PayPal.
  • Satispay: per l’e-commerce, 1,50% sotto i 10 € e 1,50% + 0,20 € da 10 € in su. Costi per le aziende.
  • Nexi XPay: il gateway di Nexi per l’e-commerce richiede un contratto; sulla pagina dell’offerta le condizioni economiche compaiono in versioni diverse, quindi chiedi il preventivo per iscritto.
  • Scalapay: il cliente paga in tre rate senza interessi, il negozio riceve subito l’intero importo e il rischio di mancato pagamento è a carico di Scalapay; la pagina per i commercianti non pubblica le commissioni.

Questo elenco non è completo e non è una raccomandazione. Molte banche offrono il proprio servizio e-commerce: chiedi anche alla banca dove hai il conto aziendale.

Perché le tariffe sulle carte in Europa sono relativamente basse? Il regolamento (UE) 2015/751 limita le commissioni interbancarie per le carte dei consumatori allo 0,2% del valore per le carte di debito e allo 0,3% per le carte di credito. Il resto della tariffa dipende dal fornitore.

2. Cosa chiedere al fornitore

  • Quali documenti servono e su quale conto vengono accreditati gli incassi?
  • Quali sono i costi di attivazione, il canone, la commissione per transazione e il costo dei rimborsi?
  • Dopo quanti giorni arrivano i fondi sul conto?
  • C’è un ambiente di prova e un plugin per la tua piattaforma?
  • Come si gestiscono rimborsi e contestazioni dei pagamenti?
  • Le tariffe cambiano per carte aziendali, carte non europee o pagamenti ricorrenti?

3. Le regole da conoscere

  • Autenticazione forte (3-D Secure). Dal 14 settembre 2019, il regolamento delegato (UE) 2018/389 chiede che il pagamento online sia autorizzato con almeno due elementi tra conoscenza, possesso e inerenza, ad esempio la conferma dall’app della banca. Per importi fino a 30 € è prevista un’esenzione, con dei limiti cumulativi; la Banca d’Italia lo spiega in modo semplice. Il gateway gestisce questo passaggio, ma va provato.
  • Niente sovrapprezzo per chi paga con carta. Secondo l’articolo 3 del decreto legislativo 11/2010, il venditore non può addebitare al cliente spese per l’uso di uno strumento di pagamento.
  • Prezzo totale prima del pagamento. Il cliente deve vedere il prezzo comprensivo delle imposte e delle spese di spedizione prima di confermare. Lo spieghiamo nella guida per aprire un negozio online.

4. Contrassegno e bonifico

Il contrassegno non richiede un gateway: il corriere incassa alla consegna e ti versa l’importo. Concorda con il corriere:

  • quanto costa il servizio e in quanti giorni ti vengono versati gli importi;
  • cosa succede, e chi paga, quando un cliente rifiuta il pacco;
  • come ricevi un riepilogo che collega ordini e incassi.

Per ordini di valore alto o prodotti personalizzati puoi chiedere una conferma telefonica o il pagamento anticipato. Il bonifico è adatto ai clienti aziendali; decidi per quanti giorni un ordine resta in sospeso e chi conferma il pagamento.

5. Fatture e corrispettivi

Secondo l’Agenzia delle Entrate, il commercio elettronico indiretto, cioè la vendita online di beni consegnati fisicamente, è assimilato alle vendite per corrispondenza: non c’è l’obbligo di emettere fattura, salvo richiesta del cliente, né quello di certificare con scontrino o ricevuta; le vendite vanno comunque annotate nel registro dei corrispettivi (risposta n. 793 del 2021). Dal 2027 la disciplina IVA confluisce in un nuovo testo unico, quindi verifica il processo con il commercialista prima del lancio e assicurati che il negozio conservi i dati necessari.

6. Prova i pagamenti prima del lancio

  • Pagamento riuscito: l’ordine risulta pagato solo dopo la conferma del sistema di pagamento.
  • Carta rifiutata o verifica non riuscita: l’ordine non risulta pagato e il cliente capisce cosa fare.
  • Annullamento: il cliente torna al carrello senza perdere i prodotti.
  • Aggiornamento della pagina o doppio clic: non si crea un pagamento doppio.
  • Rimborso: l’importo viene restituito e lo stato dell’ordine si aggiorna.
  • Notifiche: cliente e azienda ricevono le email giuste.

L’elenco completo delle prove sugli ordini è nella nostra guida per aprire un negozio online.

Esempio illustrativo: un negozio che aggiunge la carta

Un piccolo negozio di oggettistica per la casa parte con PayPal e bonifico. Dopo qualche mese, molti clienti chiedono di pagare con carta. Il titolare confronta le tariffe pubblicate da due gateway con il preventivo della propria banca, considerando anche canoni e tempi di accredito. Sceglie il fornitore che si collega al negozio senza cambiare il processo d’ordine, prova i pagamenti nell’ambiente di prova e mantiene PayPal per chi lo preferisce.

Domande frequenti

Posso far pagare di più a chi usa la carta?

No. In Italia il venditore non può addebitare al cliente spese per l’uso di uno strumento di pagamento.

Quanto costano i pagamenti con carta?

Dipende dal fornitore e dal tipo di carta. Confronta le tariffe pubblicate con il preventivo scritto della tua banca, considerando attivazione, canone, commissione per transazione e rimborsi.

Mi conviene offrire più metodi di pagamento?

Spesso sì: carta, PayPal o Satispay soddisfano clienti diversi. Ma ogni metodo va collegato, provato e riconciliato, quindi aggiungili solo se i tuoi clienti li chiedono.

Se stai preparando un negozio, leggi come preparare prodotti, pagamenti e spedizioni o scopri il nostro servizio per negozi online. Puoi anche mandarci le condizioni che ti ha dato il fornitore: ti spieghiamo cosa comporta collegare quel servizio al tuo negozio. Scrivici.